Prime Esperienze
Vacanza
01.06.2026 |
1.104 |
3
"Il mio ragazzo mi stringeva i fianchi con forza, spingendosi dentro di me con ritmo sempre più incalzante..."
Vacanza a Santa Maria di LeucaErano gli anni ’90, eravamo giovani, fidanzati da poco e pieni di quella spensieratezza che solo l’estate pugliese sa regalare. Io e mio marito , insieme alla nostra coppia di amici, avevamo affittato una bella casa a due piani a Santa Maria di Leuca. Loro sotto, noi sopra. Il nostro appartamento aveva un grande terrazzo che affacciava da un lato sul mare cristallino e dall’altro su un albergo poco distante.
Fin dal primo giorno decidemmo di pranzare e cenare lì fuori. Dopo pranzo, mentre i ragazzi facevano la pennichella sulle sdraio, io e la mia amica ci mettevamo comodamente in topless a prendere il sole. Non passò molto prima che notassimo alcuni sguardi insistenti dai balconi dell’albergo. Uomini di varie età che, fingendo di fumare o di guardare il panorama, in realtà tenevano gli occhi puntati su di noi.
La cosa ci divertiva da morire.
La sera, a cena, lo raccontammo ai nostri ragazzi.invece di essere gelosi, si guardarono divertiti.
«Siete due belle donne, giovani e in forma. Se a qualcuno fa piacere guardarvi, che guardi pure. Anzi… fa piacere anche a noi», dissero con un sorriso malizioso.
Quelle parole furono come un lasciapassare.
Il giorno dopo alzammo un po’ l’asticella. Dopo pranzo, mentre i ragazzi erano sdraiati, io presi la crema solare e cominciai a spalmarla lentamente sulla schiena della mia amica , poi sulle sue spalle, sui fianchi. Lei fece lo stesso con me. I nostri movimenti erano lenti, sensuali, studiati. Sapevamo di avere pubblico sia dall’albergo che dai nostri fidanzati, che quella volta non chiusero occhio.
L’eccitazione nell’aria era palpabile. Dopo pochi minuti i nostri amici scesero nel loro appartamento. Noi invece entrammo in camera e facemmo l’amore con una passione che da tempo non sentivamo così forte.
Il giorno successivo decidemmo di osare di più.
Il giorno dopo …
Sempre Dopo pranzo, una volta sparecchiato, mentre i nostri ragazzi erano già sulle sdraio, io e la mia amica ci guardammo complici. Senza dire una parola ci togliemmo completamente il costume. Nude, sotto il sole caldo di agosto. Ci spalmammo la crema a vicenda con mani lente e carezzevoli, massaggiandoci le spalle, i seni, le cosce. Poi accendemmo lo stereo e cominciammo a ballare, muovendoci come due ragazze in discoteca, sinuose, provocanti.
I balconi dell’albergo si animarono. Questa volta erano almeno quattro o cinque gli uomini che ci guardavano apertamente. Uno di loro, senza più nascondersi, aveva infilato una mano nei pantaloni.
I nostri fidanzati erano visibilmente eccitati. Ci avvicinammo a loro, nude e sorridenti. Gli sfilammo i costumi con gesti decisi. Erano già pronti. Io salii a cavalcioni , la mia amica fece lo stesso con il suo fidanzato . Ci baciammo intensamente con i nostri ragazzi, poi iniziammo a muoverci.
Il sole batteva forte. Il rumore del mare arrivava fino a noi. E noi, completamente esposte, facevamo l’amore con passione crescente, guardando ogni tanto verso l’albergo, sapendo di essere osservate. Io cavalcavo con movimenti profondi e decisi, i seni che ondeggiavano, la pelle lucida di crema e sudore. I nostri gemiti si mescolavano alla musica bassa dello stereo.
Non ci toccammo mai tra noi due ragazze in modo esplicito, ma la complicità e lo spettacolo che stavamo offrendo era potente. I nostri fidanzati erano fuori di sé dal desiderio. Il mio ragazzo mi stringeva i fianchi con forza, spingendosi dentro di me con ritmo sempre più incalzante. Io guardavo verso l’albergo, verso quegli sguardi sconosciuti, e questo mi faceva bagnare ancora di più.
L’orgasmo arrivò quasi contemporaneamente per tutti e quattro. Io mi contrassi violentemente su mordendomi il labbro per non urlare troppo forte, mentre sentivo lui pulsare dentro di me con forza. Poco distante, Giulia aveva affondato il viso nel collo del suo ragazzo , tremando mentre anche lui veniva.
Per qualche minuto restammo così, nudi, abbracciati ai nostri uomini, respirando affannosamente. Poi, lentamente, ci alzammo. Io e la mia amica ci guardammo, sorridenti e ancora eccitate dall’adrenalina. Raccolgemmo i nostri costumi ma non li indossammo subito. Ci affacciammo invece al parapetto del terrazzo, nude, salutando con la mano i nostri “spettatori” dell’albergo.
Uno di loro alzò il bicchiere come per un brindisi. Un altro applaudì discretamente.
Quella vacanza segnò un prima e un dopo nella nostra vita di coppia. Tornammo a casa più uniti, più complici, con un segreto piccante che ogni tanto, negli anni, abbiamo ricordato ridendo e riaccendendo la fiamma.
E ogni volta che sentiamo nominare Santa Maria di Leuca, io e mio marito ci scambiamo uno sguardo complice… e sappiamo esattamente a cosa stiamo pensando.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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